Andrea RondinelliOSTE · ROMAGNA

LA MIA STORIA · ANDREA RONDINELLI

Prima di me, altre mani.

Sono un oste di terza generazione. La cucina mi ha portato lontano da casa, poi mi ha insegnato a guardare meglio la mia terra.

Giovanni, nonno di Andrea, con la prima cuoca nel 1967

UNA FOTOGRAFIA DI FAMIGLIA · 1° MARZO 1967

Sono Andrea Rondinelli, oste e divulgatore della cultura gastronomica romagnola. Il mio punto di osservazione è la tavola: i piatti, le persone che li preparano e le storie che portano con sé. Con “Te la racconto da oste” raccolgo domande, fonti e differenze locali per rendere questa cultura leggibile anche fuori dalla Romagna.

Il primo capitolo lo ha scritto mio nonno.

La mia famiglia lavora nella ristorazione da tre generazioni: ha cominciato mio nonno Giovanni, nel 1967. Da ragazzo ho lavorato nel locale dei miei genitori. Poi ho fatto altre esperienze, in altri ambiti, e sono partito.

Montréal, 2007. La passione prende forma.

In Canada ho vissuto un’esperienza che mi ha cambiato. Lavoravo in una panetteria e pasticceria nel quartiere della Piccola Italia a Montréal. È lì che mi sono appassionato alla cucina. Al ritorno sono tornato anche al lavoro con i miei genitori, nella piadineria di famiglia.

2015. Comincio a chiedere da dove viene.

Quando ho preso in mano la gestione della piadineria, volevo darle una direzione mia. Ho cominciato dalle materie prime: farine locali, strutto artigianale, salumi e formaggi di piccoli produttori. Cercando ingredienti ho incontrato persone. Mi sono innamorato ancora più profondamente della mia terra.

Da quelle relazioni è nata un’altra curiosità: recuperare ricette storiche dimenticate e proporle come farciture nelle piadine. Ho letto libri, cercato in biblioteca, parlato con nonne e zie di amici e conoscenti. Il territorio aveva molto più da raccontarmi di quanto immaginassi.

La ricerca è cominciata con una farina. È continuata ascoltando le persone.

2021. Apro l’Osteria dalla Zabariona.

Dopo anni di ricerca, quel percorso è diventato un’osteria nel cuore di Ravenna. Alla Zabariona porto a tavola ricette come i Sucialesta e i passatelli in brodo di paganelli, insieme al lavoro dei produttori che ho imparato a conoscere.

Il vino, la scrittura, il territorio.

Nel 2024 sono diventato sommelier AIS. Ho collaborato con Settesere, nella rubrica Le vie del gusto, scrivendo di cucina e memoria romagnola. Dal 2025 sono presidente FIEPET per la sede comunale di Ravenna.

Nel 2026 ho firmato la prefazione di La Zabariona ritrovata, il volume di Andrea Casadio pubblicato da Il Ponte Vecchio. Un contributo editoriale che accompagna il mio percorso di divulgazione della cucina e della cultura romagnola.

Oggi voglio dare continuità a questo lavoro anche qui: raccontare ricette, abitudini e persone, distinguendo quello che ho vissuto da quello che una fonte documenta. Mi interessa una cultura gastronomica che continui a parlare alle persone di oggi.

Conoscere, distinguere, raccontare.

Distinguo fonti documentali, esperienza diretta e memoria raccolta. Quando una ricetta cambia tra paesi o famiglie, indico il contesto. Quando un dettaglio non è verificato, lo tratto come una domanda aperta. Se emerge un errore, aggiorno il racconto e ne spiego la correzione.

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