TAPPA 01 · IMOLA
Imola e un piatto di tagliatelle
Partirei da Imola con qualcosa di buono già in tavola. Qui il territorio si allunga verso Bologna, fra la via Emilia e le colline, e la terra cambia colore salendo: rossa, bruna, grigia, ocra. È una zona ampia, con molte differenze da scoprire.
Nei suoi Sangiovese si cerca spesso un frutto scuro e maturo, una bella presenza in bocca e quel calore che senti nel sorso. Anche il tannino può farsi avanti. Un vino così lo avvicinerei alle tagliatelle al ragù: la pasta raccoglie il sugo, il vino accompagna la ricchezza del boccone. E intanto si comincia a capire quanto possa essere generoso il Sangiovese.
↑ Torna alla mappaTAPPA 02 · SERRA
Serra e le curve del Senio
Seguendo il Senio arriviamo a Serra. Qui bisogna lasciare spazio alle sfumature: ci sono terre argillose profonde, colline con più calcare, calanchi e un settore nella Vena del Gesso. La vigna trova condizioni diverse anche senza andare molto lontano.
Nel bicchiere puoi incontrare un rosso agile e tutto frutto oppure uno più pieno, caldo, con una presa più decisa. Con il primo immaginerei una tavola di piadina e salumi; con il secondo mi fermerei volentieri su una pasta ben condita. Serra è uno di quei nomi per cui mi verrebbe da chiedere subito dove si trova la vigna: la risposta aggiunge sapore al racconto.
↑ Torna alla mappaTAPPA 03 · BRISIGHELLA
Brisighella da assaggiare con calma
A Brisighella le colline del Lamone e del Sintria offrono parecchie occasioni per cambiare idea sul Sangiovese. Ci sono settori dove prende vigore e calore; altri, fra marne e arenarie, dove lascia più spazio ai particolari. Avvicinandosi all’Appennino può comparire una presa tannica più evidente.
Io gli darei un po’ di attenzione prima di scegliere il piatto. Una versione fine può stare bene con il coniglio arrosto alle erbe; una più energica chiede un boccone più ricco. Il piacere è accorgersi che, mentre mangi, il vino ti fa notare qualcosa che al primo sorso era rimasto sullo sfondo.
↑ Torna alla mappaTAPPA 04 · MODIGLIANA
Modigliana e tre valli da conoscere
Per Modigliana terrei a mente tre nomi: Acerreta, Tramazzo e Ibola. Sono tre valli in un territorio di colline, arenarie e boschi, e già questo aiuta a immaginare quante facce possa avere il vino.
Nell’Acerreta puoi trovare un frutto sostenuto da un tannino presente e un sorso che conserva slancio. Nel Tramazzo, più ampio e arioso, si fanno apprezzare freschezza e frutto. Nell’Ibola puoi cercare anche richiami di erbe e spezie, con tannini fini.
Confrontarle sarebbe un bel modo di passare una serata. Ci metterei accanto un arrosto di faraona, senza caricarlo troppo di salse, e lascerei che ciascuna bottiglia trovi il suo momento. Tre valli, lo stesso vitigno, parecchio da dirsi.
↑ Torna alla mappaTAPPA 05 · MARZENO
Marzeno e il tempo di una lunga cottura
Marzeno mi fa venire in mente un vino a cui concedere tempo. Sui crinali lungo il torrente, dove prevalgono argilla e calcare, i Sangiovese sono spesso descritti come caldi, compatti, con un tannino che si sente. Con l’evoluzione possono diventare più articolati e distesi.
Un carattere del genere lo avvicinerei a uno spezzatino, a quella morbidezza che viene da una cottura paziente. Poi c’è Sarna, nella parte più bassa: qui il racconto mette maggiormente al centro il frutto e una piacevolezza da cogliere anche da giovani. Lo stesso nome ci porta quindi a tavola con ritmi diversi. Vale la pena ascoltare la bottiglia che abbiamo aperto.
↑ Torna alla mappaTAPPA 06 · ORIOLO
Oriolo e un frutto che invita al sorso
Fra Faenza e Forlì, Oriolo ha spesso il passo di un rosso succoso e avvolgente, capace di farsi avvicinare volentieri. In molte parti del territorio prevalgono le argille; attorno a Petrignone e nei settori dove compaiono le molasse, il vino può farsi più profondo o riempire maggiormente la bocca.
Mi interessa proprio questo incontro fra un frutto accogliente e una consistenza che può riservare delle sorprese. Per una versione gentile penserei ai passatelli asciutti con un ragù bianco di cortile. Se il vino ha più forza e più tannino, sceglierei un arrosto. È il boccone che aiuta a trovare la misura giusta.
↑ Torna alla mappaTAPPA 07 · CASTROCARO
Castrocaro cambia da una collina all’altra
Se a tavola mi chiedi com’è un Sangiovese di Castrocaro, mi viene voglia di raccontarti tre posti. A Terra del Sole il profilo tende verso frutto, calore e un tannino più morbido. A Sadurano diventa più robusto; a Bagnolo può essere più severo, meno immediato nel frutto, bisognoso di tempo. Cambiano anche le terre, fra argille, vene di sabbia e calanchi.
Immaginiamo allora tre bottiglie accanto a tre piatti: una pasta al ragù, una carne alla griglia, un brasato. L’abbinamento preciso lo decidiamo assaggiando, ma il viaggio è già cominciato. Bastano questi tre nomi per capire quanta varietà ci sia dentro una sola sottozona.
↑ Torna alla mappaTAPPA 08 · PREDAPPIO
Predappio e un vino da lasciar parlare
Predappio ha fama di Sangiovese profondo, dal tannino importante, capace di farsi attendere e poi raccontare qualcosa in più. È una buona porta d’ingresso, purché resti aperta anche alle altre sue espressioni. Ci sono zone più inclini al frutto e all’avvolgenza; verso il Bidente e San Zeno, dove le arenarie hanno maggiore presenza, il sorso può diventare più agile.
Con una bottiglia ben distesa proporrei una carne cotta lentamente, lasciandole il tempo di accompagnare il pasto. Mi piace l’idea che un vino possa aprirsi mentre la tavola si anima. E un Predappio più snello può far venire voglia di proseguire la scoperta proprio quando pensavi di averlo già capito.
↑ Torna alla mappaTAPPA 09 · MELDOLA
Meldola merita una sosta
Meldola è un nome su cui mi fermerei volentieri. Siamo sulla destra del Bidente, con vigne soprattutto nella zona del Voltre e terre argillo-ferrose. La viticoltura occupa una parte limitata di questo territorio. I suoi rossi hanno un carattere asciutto e possono trovare nuove sfumature con il tempo.
Qui mi piace lasciare che sia la bottiglia a continuare il racconto. La assaggerei con una guancia di manzo ben cotta, osservando come il vino risponde alla morbidezza della carne. Ci sono incontri che cominciano dalla curiosità per un nome e diventano l’occasione per allargare la nostra idea di Romagna.
↑ Torna alla mappaTAPPA 10 · BERTINORO
Bertinoro e quel mare dentro la collina
A Bertinoro il mare entra nel racconto attraverso la storia della terra. I fossili e lo spungone, una roccia sedimentaria di origine marina, ricordano un paesaggio lontanissimo da quello che vediamo oggi. Anche fra i versanti cambiano le condizioni: a est arriva più facilmente l’aria dell’Adriatico, a ovest le colline salgono maggiormente.
Qui il Sangiovese può essere ampio, con un tannino ben presente e una sensazione sapida. Assaggiandolo mi soffermerei su quanto riempie la bocca e su come prosegue il sorso. Con un arrosto di maiale ben rosolato avremmo parecchio da scoprire. Il mare antico ci racconta la collina; il gusto lo conosciamo aprendo la bottiglia.
↑ Torna alla mappaTAPPA 11 · CESENA
Cesena e la voglia di un altro boccone
Nel Cesenate il Sangiovese può mostrarsi molto accogliente. Nella fascia più bassa e argillosa viene descritto come fruttato e pronto da avvicinare. Fra Saiano, Carpineta e Sorrivoli, dove aumentano arenarie e calcare, il racconto si fa più caldo, con richiami di ciliegia matura e un sorso avvolgente.
È quel genere di differenza che a tavola diventa facile da capire. Con una bottiglia scorrevole puoi cominciare da piadina e salumi; con una più piena passare a un ragù di cortile. Quando si parla di dolcezza del frutto, qui, si pensa al ricordo della ciliegia matura: il vino può benissimo essere secco.
↑ Torna alla mappaTAPPA 12 · MERCATO SARACENO
Mercato Saraceno risalendo il Savio
Da Cesena, risalendo il Savio verso Mercato Saraceno, il viaggio prende un altro passo. L’Appennino si avvicina e nelle terre si incontrano sabbie, ghiaie, argille, poi marne e arenarie. Aria, luce e piogge fanno parte di questo ambiente.
Nel vino puoi cercare una freschezza più evidente, un tannino incisivo e un frutto meno morbido. Per sentirne la differenza affiancherei due bottiglie, una cesenate più avvolgente e una di questa valle. Basta un piccolo assaggio per cominciare a parlarne. A tavola proverei una salsiccia alla griglia, cercando una versione in cui freschezza e tannino siano ben accordati.
↑ Torna alla mappaTAPPA 13 · LONGIANO
Longiano seguendo i crinali
Longiano si racconta bene guardando i crinali del Rubicone. Fra Montiano e Monteleone, sulle terre più arenacee, puoi incontrare un Sangiovese fine. Verso Longiano e Roncofreddo, con più argilla, possono farsi avanti frutto, calore e una presa tannica più ruvida. Da Savignano verso Borghi cambiano ancora le cose: più scorrevolezza in basso, maggiore robustezza in alcune parti collinari argillose.
Allora immagina di seguire queste differenze nel piatto. Un coniglio arrosto per una bottiglia fine, costine ben cotte per una più vigorosa. È un invito a chiedere da quale collina arriva il vino: dietro quel dettaglio può esserci la chiave del nostro abbinamento.
↑ Torna alla mappaTAPPA 14 · VERUCCHIO
Verucchio e il piacere della compagnia
La Valmarecchia ci porta verso Verucchio e Torriana, fra terre brune e colline con marne e terreni grigi. Il territorio sale dalla fascia vicina alla via Emilia verso l’interno. Nel vino si cerca soprattutto la bevibilità: detta a tavola, la facilità con cui il sorso accompagna la voglia di mangiare.
Io cercherei una bottiglia capace di stare in mezzo a una tavola varia, fra un assaggio di salumi e una pasta al ragù leggero. E mi prenderei il piacere di conoscerla per quello che offre. Un vino scorrevole può avere molto da raccontare, specialmente quando il pasto prosegue e continui a trovargli un posto.
↑ Torna alla mappaTAPPA 15 · CORIANO
Coriano e la sostanza dietro la costa
Alle spalle della costa riminese, nella valle del Marano, Coriano ci riporta a un Sangiovese di struttura. Sulle colline, dove le argille hanno una presenza importante, puoi incontrare vini pieni, capaci di trovare nuovi sapori con l’invecchiamento. Il mare è vicino, ma nel bicchiere può esserci una bella consistenza.
Con un rosso così, se il tannino è ben maturo, mi verrebbe da mettere in tavola un agnello arrosto. Il punto è sentire se vino e piatto si tengono compagnia: se il sapore della carne resta riconoscibile, se dopo il sorso hai voglia di riprendere la forchetta. Sono domande semplici, che aiutano molto anche a conoscere un territorio.
↑ Torna alla mappaTAPPA 16 · SAN CLEMENTE
San Clemente per chiudere il viaggio
Nella valle del Conca arriviamo a San Clemente. È un areale caldo, con terre brune e rosse, marne gessose vicino a Gemmano e marne calcaree più in alto. Il tratto che incuriosisce è l’incontro fra struttura e freschezza: il vino può riempire la bocca e conservare uno slancio piacevole.
Lo assaggerei dopo Coriano e Verucchio, per sentire quante differenze possiamo incontrare anche restando nel Riminese. Con una versione vigorosa penserei alla grigliata; con una più fine a una carne arrosto preparata con misura. Siamo arrivati all’ultima tappa e il Sangiovese ha ancora qualcosa da aggiungere.
↑ Torna alla mappaE adesso, quale bottiglia apriamo?
Per cominciare ne sceglierei poche, magari tre, facendomi aiutare da chi le conosce. Una versione agile di Verucchio, un Cesena dal frutto avvolgente, un Marzeno più compatto: avremmo già argomenti per una bella chiacchierata. Cercherei annate ed età simili, tenendo conto anche dello stile del produttore.
Prima un piccolo sorso, poi un boccone. Ci accorgiamo se il vino lascia la bocca fresca, se ci avvolge, se il tannino stringe o si distende accanto al piatto. Le parole vengono dopo. Basta cominciare da ciò che sentiamo.
Il ragù cambia da una casa all’altra, l’arrosto secondo la carne e la mano di chi lo prepara. Anche un Sangiovese porta con sé il luogo e le scelte di chi lo ha fatto. È qui che il racconto del vino incontra quello della cucina: nel piacere di riconoscere le differenze e trovare un buon accordo.
Sottozone del Sangiovese: le domande utili.
Quante sono le sottozone del Romagna Sangiovese DOC?
Sono sedici: Imola, Serra, Brisighella, Modigliana, Marzeno, Oriolo, Castrocaro, Predappio, Meldola, Bertinoro, Cesena, Mercato Saraceno, Longiano, Verucchio, Coriano e San Clemente. L’elenco è riportato nel disciplinare pubblicato dal Consorzio, con modifiche fino al 26 maggio 2022.
Perché in alcune guide le sottozone sono dodici?
Una guida può descrivere la precedente ripartizione della denominazione. Il disciplinare del 2022 consultato per questa pagina elenca sedici sottozone. Quando confronti le fonti, guarda anche la data e la versione del documento.
Che differenza c’è fra Sangiovese e sottozona?
Sangiovese è il nome del vitigno. Una sottozona identifica un territorio delimitato all’interno della DOC Romagna. Può aggiungere informazioni sulla provenienza della bottiglia, insieme alle regole specifiche previste per quel nome.
La mappa mostra i confini ufficiali delle sottozone?
La mappa è uno schema editoriale originale dei luoghi, con posizioni orientative. Per i confini legali valgono le delimitazioni del disciplinare. Le quote e i suoli riassumono elementi delle schede territoriali, con le differenze e i limiti indicati nel testo.
Fonti e approfondimenti
Racconto e proposte di abbinamento a cura di Andrea Rondinelli. Per identità dei vitigni, denominazioni e territorio, i riferimenti sono raccolti qui. Revisione editoriale: 17 ottobre 2026.
La mappa è uno schema editoriale originale, senza basi o perimetri cartografici di terzi. I punti indicano luoghi di riferimento con disposizione orientativa; non rappresentano confini delle sottozone. Quote e sintesi dei suoli provengono dalle schede territoriali elencate. Le quote sono descrittive, non limiti legali o misure dell’intera sottozona. Per Modigliana è mantenuta l’indicazione «collinare», perché la scheda riporta intervalli non uniformi.
- Disciplinare Romagna DOC ↗
Testo pubblicato dal Consorzio con modifiche fino al 26 maggio 2022: tipologie, composizione e allegati delle sottozone. Non è presentato come una ricostruzione completa degli aggiornamenti successivi.
- Scheda territoriale: Imola ↗
Rocche di Romagna, progetto del Consorzio Vini di Romagna: descrizione territoriale, quote e suoli. Profili usati come tendenze, senza deduzioni automatiche per ogni vino.
- Scheda territoriale: Serra ↗
Rocche di Romagna, progetto del Consorzio Vini di Romagna: descrizione territoriale, quote e suoli. Profili usati come tendenze, senza deduzioni automatiche per ogni vino.
- Scheda territoriale: Brisighella ↗
Rocche di Romagna, progetto del Consorzio Vini di Romagna: descrizione territoriale, quote e suoli. Profili usati come tendenze, senza deduzioni automatiche per ogni vino.
- Scheda territoriale: Modigliana ↗
Rocche di Romagna, progetto del Consorzio Vini di Romagna: descrizione territoriale, quote e suoli. Profili usati come tendenze, senza deduzioni automatiche per ogni vino.
- Scheda territoriale: Marzeno ↗
Rocche di Romagna, progetto del Consorzio Vini di Romagna: descrizione territoriale, quote e suoli. Profili usati come tendenze, senza deduzioni automatiche per ogni vino.
- Scheda territoriale: Oriolo ↗
Rocche di Romagna, progetto del Consorzio Vini di Romagna: descrizione territoriale, quote e suoli. Profili usati come tendenze, senza deduzioni automatiche per ogni vino.
- Scheda territoriale: Castrocaro ↗
Rocche di Romagna, progetto del Consorzio Vini di Romagna: descrizione territoriale, quote e suoli. Profili usati come tendenze, senza deduzioni automatiche per ogni vino.
- Scheda territoriale: Predappio ↗
Rocche di Romagna, progetto del Consorzio Vini di Romagna: descrizione territoriale, quote e suoli. Profili usati come tendenze, senza deduzioni automatiche per ogni vino.
- Scheda territoriale: Meldola ↗
Rocche di Romagna, progetto del Consorzio Vini di Romagna: descrizione territoriale, quote e suoli. Profili usati come tendenze, senza deduzioni automatiche per ogni vino.
- Scheda territoriale: Bertinoro ↗
Rocche di Romagna, progetto del Consorzio Vini di Romagna: descrizione territoriale, quote e suoli. Profili usati come tendenze, senza deduzioni automatiche per ogni vino.
- Scheda territoriale: Cesena ↗
Rocche di Romagna, progetto del Consorzio Vini di Romagna: descrizione territoriale, quote e suoli. Profili usati come tendenze, senza deduzioni automatiche per ogni vino.
- Scheda territoriale: Mercato Saraceno ↗
Rocche di Romagna, progetto del Consorzio Vini di Romagna: descrizione territoriale, quote e suoli. Profili usati come tendenze, senza deduzioni automatiche per ogni vino.
- Scheda territoriale: Longiano ↗
Rocche di Romagna, progetto del Consorzio Vini di Romagna: descrizione territoriale, quote e suoli. Profili usati come tendenze, senza deduzioni automatiche per ogni vino.
- Scheda territoriale: Verucchio ↗
Rocche di Romagna, progetto del Consorzio Vini di Romagna: descrizione territoriale, quote e suoli. Profili usati come tendenze, senza deduzioni automatiche per ogni vino.
- Scheda territoriale: Coriano ↗
Rocche di Romagna, progetto del Consorzio Vini di Romagna: descrizione territoriale, quote e suoli. Profili usati come tendenze, senza deduzioni automatiche per ogni vino.
- Scheda territoriale: San Clemente ↗
Rocche di Romagna, progetto del Consorzio Vini di Romagna: descrizione territoriale, quote e suoli. Profili usati come tendenze, senza deduzioni automatiche per ogni vino.
Gli abbinamenti e le temperature sono suggerimenti da adattare alla ricetta, alla bottiglia e alle indicazioni del produttore. Non implicano una consuetudine storica, né la presenza di piatti o vini nel menu attuale dei locali.