Andrea RondinelliOSTE · ROMAGNA

VINI DI ROMAGNA · ROSSO

Sangiovese di Romagna. Cominciamo dal ragù.

Mettiamo in tavola una tagliatella al ragù. La sfoglia raccoglie il sugo, la carne lascia il suo sapore, il pomodoro aggiunge una punta di acidità. Adesso apriamo un Sangiovese: la prima domanda è come sta con quel boccone. Da oste, partirei da qui.

Che Sangiovese abbiamo nel bicchiere?

Ci sono Sangiovese che arrivano subito, con il frutto in primo piano e un sorso che lascia spazio alla conversazione. Altri hanno più corpo, più calore, una presa asciutta sulle gengive. Quella presa è il tannino: imparare a riconoscerla serve molto più che mandare a memoria una lista di profumi.

Con un ragù leggero cercherei una bottiglia agile. Se il sugo è ricco, cotto a lungo e pieno di carne, possiamo dare più spazio alla struttura. Il vino dovrebbe accompagnare la sfoglia e lasciarti voglia di un’altra forchettata. Quando copre tutto, l’abbinamento va ripensato.

La storia del Sangiovese, fra documenti e leggende.

Fra le tracce del Sangiovese in Romagna c’è un atto notarile faentino del 1672 che menziona filari di quest’uva. È una testimonianza del suo radicamento. Mi interessa raccontarla per ciò che ci permette di sapere: in quel luogo e in quel momento il nome era già usato. Non ci dice dove sia nato il vitigno.

E il «sangue di Giove»? È una delle leggende che accompagnano il nome. La si può ascoltare con piacere, tenendola distinta dai documenti. Per raccontare bene la nostra terra abbiamo bisogno di entrambe le cose: curiosità per le storie e cura nel dire da dove arrivano.

Le sottozone del Sangiovese: cerchiamo una collina.

Imola, Modigliana, Predappio, Bertinoro: sono alcuni dei nomi che incontriamo nelle sedici sottozone del Romagna Sangiovese DOC. Una sottozona identifica un territorio delimitato. Dietro il nome cambiano colline, suoli, esposizioni e persone che lavorano la vigna.

Per cominciare sceglierei due bottiglie di provenienza diversa e, quando possibile, della stessa annata e di stile simile. Prima un piccolo sorso, poi lo stesso boccone. Il confronto diventa interessante quando riusciamo a dire che cosa cambia: uno sembra più succoso, un altro più asciutto, un altro ancora rimane più a lungo.

Romagna Sangiovese DOC: leggiamo l’etichetta.

Sangiovese è il nome dell’uva; Romagna Sangiovese DOC indica un vino prodotto secondo un disciplinare. La tipologia generale prevede almeno l’85% di Sangiovese, mentre per le sottozone valgono regole specifiche. Conviene leggere tutta l’etichetta, senza fermarsi alla parola più grande.

Anche «riserva» e «superiore» hanno un significato nella denominazione. Da sole non ci dicono se il vino abbia fatto barrique o se il tannino sia morbido. Per quello servono le informazioni del produttore e, soprattutto, il vino che abbiamo nel bicchiere.

LE MIE PROPOSTE A TAVOLA

Sangiovese: gli abbinamenti da cui partirei.

  • Pasta al ragù

    Cercherei freschezza e un tannino proporzionato alla ricchezza del sugo.

  • Curzul con guanciale e scalogno ↗

    Proverei una versione agile, facendo attenzione al sale del guanciale.

  • Arrosti e grigliate

    La rosolatura e la succulenza possono accogliere una bottiglia di maggiore struttura.

Idee di abbinamento da verificare con la ricetta e la singola bottiglia.

La prossima volta che apri un Sangiovese, cerca il nome del luogo. Poi assaggialo con il tuo ragù: il viaggio nelle colline può cominciare dalla tua cucina.

Ancora una domanda?

Con quali piatti romagnoli abbinare il Sangiovese?

Ragù, arrosti e grigliate sono punti di partenza. Per un sugo delicato sceglierei un rosso agile; per carni succulente una versione più strutturata. Sale, condimento e tannino della bottiglia decidono l’equilibrio.

Quante sono le sottozone del Romagna Sangiovese DOC?

Sono sedici, da Imola a San Clemente. Sono territori disciplinati, con differenze anche al loro interno: il nome della sottozona orienta, senza prevedere da solo il gusto di ogni bottiglia.

Fonti e approfondimenti

Racconto e proposte di abbinamento a cura di Andrea Rondinelli. Per identità dei vitigni, denominazioni e territorio, i riferimenti sono raccolti qui. Revisione editoriale: 17 ottobre 2026.

  • Disciplinare Romagna DOC ↗

    Testo pubblicato dal Consorzio con modifiche fino al 26 maggio 2022: tipologie, composizione e allegati delle sottozone. Non è presentato come una ricostruzione completa degli aggiornamenti successivi.

  • Consorzio Vini di Romagna: Sangiovese ↗

    Profilo della denominazione e riferimento all’atto faentino del 1672, qui senza attribuirgli il primato assoluto.

  • La storia del Sangiovese ↗

    Ricostruzione divulgativa del Consorzio, novembre 2023: documenti, ipotesi sulle origini e leggenda del nome.

Gli abbinamenti e le temperature sono suggerimenti da adattare alla ricetta, alla bottiglia e alle indicazioni del produttore. Non implicano una consuetudine storica, né la presenza di piatti o vini nel menu attuale dei locali.

IL VIAGGIO CONTINUA

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