Che Sangiovese abbiamo nel bicchiere?
Ci sono Sangiovese che arrivano subito, con il frutto in primo piano e un sorso che lascia spazio alla conversazione. Altri hanno più corpo, più calore, una presa asciutta sulle gengive. Quella presa è il tannino: imparare a riconoscerla serve molto più che mandare a memoria una lista di profumi.
Con un ragù leggero cercherei una bottiglia agile. Se il sugo è ricco, cotto a lungo e pieno di carne, possiamo dare più spazio alla struttura. Il vino dovrebbe accompagnare la sfoglia e lasciarti voglia di un’altra forchettata. Quando copre tutto, l’abbinamento va ripensato.
La storia del Sangiovese, fra documenti e leggende.
Fra le tracce del Sangiovese in Romagna c’è un atto notarile faentino del 1672 che menziona filari di quest’uva. È una testimonianza del suo radicamento. Mi interessa raccontarla per ciò che ci permette di sapere: in quel luogo e in quel momento il nome era già usato. Non ci dice dove sia nato il vitigno.
E il «sangue di Giove»? È una delle leggende che accompagnano il nome. La si può ascoltare con piacere, tenendola distinta dai documenti. Per raccontare bene la nostra terra abbiamo bisogno di entrambe le cose: curiosità per le storie e cura nel dire da dove arrivano.
Le sottozone del Sangiovese: cerchiamo una collina.
Imola, Modigliana, Predappio, Bertinoro: sono alcuni dei nomi che incontriamo nelle sedici sottozone del Romagna Sangiovese DOC. Una sottozona identifica un territorio delimitato. Dietro il nome cambiano colline, suoli, esposizioni e persone che lavorano la vigna.
Per cominciare sceglierei due bottiglie di provenienza diversa e, quando possibile, della stessa annata e di stile simile. Prima un piccolo sorso, poi lo stesso boccone. Il confronto diventa interessante quando riusciamo a dire che cosa cambia: uno sembra più succoso, un altro più asciutto, un altro ancora rimane più a lungo.
Romagna Sangiovese DOC: leggiamo l’etichetta.
Sangiovese è il nome dell’uva; Romagna Sangiovese DOC indica un vino prodotto secondo un disciplinare. La tipologia generale prevede almeno l’85% di Sangiovese, mentre per le sottozone valgono regole specifiche. Conviene leggere tutta l’etichetta, senza fermarsi alla parola più grande.
Anche «riserva» e «superiore» hanno un significato nella denominazione. Da sole non ci dicono se il vino abbia fatto barrique o se il tannino sia morbido. Per quello servono le informazioni del produttore e, soprattutto, il vino che abbiamo nel bicchiere.
LE MIE PROPOSTE A TAVOLA
Sangiovese: gli abbinamenti da cui partirei.
Pasta al ragù
Cercherei freschezza e un tannino proporzionato alla ricchezza del sugo.
Curzul con guanciale e scalogno ↗
Proverei una versione agile, facendo attenzione al sale del guanciale.
Arrosti e grigliate
La rosolatura e la succulenza possono accogliere una bottiglia di maggiore struttura.
Idee di abbinamento da verificare con la ricetta e la singola bottiglia.
La prossima volta che apri un Sangiovese, cerca il nome del luogo. Poi assaggialo con il tuo ragù: il viaggio nelle colline può cominciare dalla tua cucina.
Ancora una domanda?
Con quali piatti romagnoli abbinare il Sangiovese?
Ragù, arrosti e grigliate sono punti di partenza. Per un sugo delicato sceglierei un rosso agile; per carni succulente una versione più strutturata. Sale, condimento e tannino della bottiglia decidono l’equilibrio.
Quante sono le sottozone del Romagna Sangiovese DOC?
Sono sedici, da Imola a San Clemente. Sono territori disciplinati, con differenze anche al loro interno: il nome della sottozona orienta, senza prevedere da solo il gusto di ogni bottiglia.
Fonti e approfondimenti
Racconto e proposte di abbinamento a cura di Andrea Rondinelli. Per identità dei vitigni, denominazioni e territorio, i riferimenti sono raccolti qui. Revisione editoriale: 17 ottobre 2026.
- Disciplinare Romagna DOC ↗
Testo pubblicato dal Consorzio con modifiche fino al 26 maggio 2022: tipologie, composizione e allegati delle sottozone. Non è presentato come una ricostruzione completa degli aggiornamenti successivi.
- Consorzio Vini di Romagna: Sangiovese ↗
Profilo della denominazione e riferimento all’atto faentino del 1672, qui senza attribuirgli il primato assoluto.
- La storia del Sangiovese ↗
Ricostruzione divulgativa del Consorzio, novembre 2023: documenti, ipotesi sulle origini e leggenda del nome.
Gli abbinamenti e le temperature sono suggerimenti da adattare alla ricetta, alla bottiglia e alle indicazioni del produttore. Non implicano una consuetudine storica, né la presenza di piatti o vini nel menu attuale dei locali.
Dal bicchiere ai fornelli: esplora le ricette romagnole ↗